Reportage
I-mode: unica stazione Sol Levante?
Puntate la bussola ad oriente e seguiteci in un viaggio cominciato nel 1999, quando, dalle nostre parti avevamo ancora qualche difficoltà con il WAP.
I giapponesi di NTT DoCoMo, che in fatto di tecnologie hanno sempre qualche metro di vantaggio, lanciarono I-mode ("important-mode").
L'anno dopo gli utenti nipponici di I-mode erano 10 milioni: un successo cercato, ma forse imprevisto nelle cifre, tanto da raggiungere 20.000 abbonamenti giornalieri, costringendo NTT a ridurre le consegne per scongiurare la saturazione della rete.
In definitiva, un boom, anche grazie ai servizi offerti da I-mode, dall'utilizzo delle e-mail alle transizioni bancarie, ai dizionari, alla musica e ad una variegata gamma di informazioni. Per giunta, con un utilizzo ancora più piacevole rispetto all'occidentale WAP per via dei terminali con una migliore risoluzione.
Ma le "progressive sorti" dell'I-mode si fermano qui. Pare, infatti, che secondo alcune recenti analisi, nella vecchia Europa il sistema avrebbe difficoltà ad imporsi.
Proviamo a vedere perché:
- Il primo problema riguarderebbe una fondamentale questione di marketing. Si ripeterebbe l'errore commesso con il sistema WAP, mettendo sul mercato una nuova tecnologia senza che ci siano servizi per sfruttarla. Ovvero, si venderebbe un prodotto senza quelle che gli esperti di marketing, chiamano elementari motivazioni all'uso, e dunque all'acquisto.
- Assenza dei contenuti. Quando un utente I-mode chiede e ottiene l'abbonamento al servizio, sa esattamente cosa può ottenere. Il successo di I-mode, infatti, è nei contenuti, oltre che nelle capacità tecnologiche.
- Il linguaggio di programmazione: la NTT DoCoMo è proprietaria del suo linguaggio e ad esso è impossibile accedere da parte di utenti di altri network. In Europa e negli USA, invece, tutti hanno la possibilità di accedere a tutti i network.
- Il costo per accedere al servizio. In Giappone l'abbonamento a I-mode è basato sul traffico dei dati e non sul tempo di collegamento. Da un prezzo medio (circa 20 dollari per megabyte) NTT ricava 0,3 yen ogni 120 byte trasferiti. Da noi, trasferendo 2 o 3 megabyte, il costo andrebbe dai 40 ai 200 dollari per sessione.
La domanda conclusiva è sull'effettivo utilizzo di un servizio siffatto. Serve veramente? Per ora le esigenze di una nostra giornata tipo possono essere soddisfatte anche dalle vecchie tecnologie. Chi vivrà vedrà: lasciamo ai posteri l'ardua sentenza.










